Legumi sempre più popolari

( Filippo Polito ) I legumi probabilmente non sono mai stati così popolari come lo sono ora. Circa 10 anni fa erano considerati cibi molto semplici e non prestavano molta attenzione: cucinavano principalmente piselli, fagioli e lenticchie: zuppe cotte, aggiunte a spuntini e insalate e talvolta servite con un contorno. Ora, sulla scia della tendenza verso uno stile di vita sano, i nutrizionisti raccomandano di includere quotidianamente i legumi: hanno proteine ​​di alta qualità, così come molte vitamine e minerali, e gli chef Michelin li usano nei loro menu creativi stellari

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ALDI in Germania richiama dagli scaffali la “Mozzarella di bufala D’ANTELLI” per possibile presenza di frammenti di plastica bianca



Lo segnala oggi l’Ufficio federale della sicurezza alimentare tedesco.

Dalla Germania arriva un nuovo avviso ai consumatori: l’Ufficio federale della sicurezza alimentare ha segnalato un’allerta relativa alla “Mozzarella di bufala D’ANTELLI” 125 g nella varietà “Classico”. Non si può escludere che l’articolo contenga corpi estranei di plastica bianca isolata. A titolo precauzionale, la varietà “Classico” dell’articolo “Mozzarella D’Antelli, 125 g” con la data di scadenza 21.01.20 non dovrebbe più essere consumato. Per tale motivazione la catena Aldi ha comunicato il ritiro dalle vendite in Germania. Il prodotto in esame è stato venduto solo dalle società ALDI Beucha, Greven, Hann. Münden, Herten, Hesel, Lingen, Scharbeutz, Schloß-Holte e Weimar. Altre varietà o date di scadenza dell’articolo nonché altri articoli del fornitore “Bayernland e G” non sono interessati. La mozzarella di bufala è prodotta dall’azienda italiana D’Antelli, che la distribuisce in Germania tramite la società “Bayernland e G”. La catena tedesca dei supermercati Aldi ha immediatamente ritirato il prodotto interessato ancora esposto sugli scaffali da tutti i punti vendita, invitando chi lo avesse acquistato a non consumarlo e a restituirlo presso il punto vendita per la sostituzione o il rimborso. Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti“, rilanciando l’allerta riportata dal portale del governo tedesco su Lebensmittelwarnung.de, ricorda che “Non è possibile escludere rischi per la salute da soffocamento”. Il richiamo, ad oggi non riguarda il mercato italiano. Ma c’è sicuramente la possibilità che i turisti italiani siano interessati. L’allerta è stata lanciata dalla Germania attraverso il Sistema rapido di allerta europeo alimenti (RASFF) riportata dal portale del governo tedesco su Lebensmittelwarnung.de al link: https://www.lebensmittelwarnung.de/bvl-lmw-de/detail/lebensmittel/48744.



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Allerta allergene da Singapore: ritirati quattro prodotti italiani al pesto Sacla’

Lo segnala l’Agenzia per la sicurezza alimentare.

Arachidi non dichiarati, questo è l’oggetto dell’allerta alimentare proveniente da Singapore, dove quattro prodotti sono stati richiamati, e la notizia pubblicata sul sito del dicastero della salute sulla sicurezza alimentare asiatica (SFA). La segnalazione è stata lanciata oggi 15 gennaio sul sito SINGAPORE FOOD AGENCY sulla pagina FACEBOOK che ha valutato il rischio per la salute serio. L’origine del prodotto è l’Italia. Nello specifico si tratta delle confezioni di pesto ” al basilico classico Sacla”, ” pesto al pomodoro essiccato al sole Sacla”, “pesto al basilico senza grassi Sacla” e “pesto alle olive nere Sacla”. Dalle analisi, è stata riscontrata la presenza di allergeni. “Le persone con intolleranza o allergia alle arachidi dovrebbero assolutamente astenersi dal consumo” ha affermato SFA. Il prodotto in questione si troverebbe a Singapore. “Considerata l’origine dell’alimento, sottolinea Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, è probabile che sia presente anche sul mercato italiano (anche se al momento non ce ne sono prove). Al riguardo, non si hanno ancora notizie dal Ministero della salute nazionale. A Singapore i prodotti interessati dal richiamo, sono stati ritirati dalla vendita e l’importazione dall’Italia è stata bloccata. Questo è il terzo richiamo da parte di SFA in meno di una settimana per i prodotti correlati al pesto. Sainsbury’s Green Pesto e due salse al pesto della catena di negozi britannica Tesco sono state richiamate per lo stesso motivo. Lo “Sportello dei Diritti” evidenzia che l’entità della reazione allergica può variare notevolmente tra gli individui. Le allergie alimentari si manifestano nelle reazioni della mucosa, ad esempio sotto forma di gonfiore delle mucose in tutta la bocca, naso (rinite allergica) e faringe e gonfiore della lingua. I sintomi nell’area gastrointestinale sono nausea, vomito, gonfiore e diarrea. Tuttavia, le allergie alimentari possono anche portare a reazioni respiratorie con costrizione dei bronchi (asma allergico) e della pelle (eczema atopico, prurito e orticaria). In casi estremi può verificarsi uno shock anafilattico potenzialmente letale. Ora si attendono assicurazioni da parte del dicastero della salute italiano.

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JEFFERSON, l’amaro calabrese.

Il gran lavoro di Ivano Trombino, il produttore

JEFFERSON, l’amaro calabrese.

Ho pensato subito ad un amaro naturale ed autentico come questo territorio, la Calabria

Riconoscimenti importanti anche a livello internazionali:

“siamo lieti di annunciarvi che il nostro Jefferson Amaro Importante ha ottenuto due prestigiosi riconoscimenti al World Liqueur Awards 2018 di Londra: World’s Best Liqueur Best Herbal.
Un vero e proprio orgoglio per il Vecchio Magazzino Doganale, per la Calabria e l’Italia… “

Riconoscimenti anche dalla principali testate che si sono occupate del liquore calabrese.


Dalle pagine del Sole24Ore – World Liqueur Awards

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Dalle pagine del Sole24Ore – Video Miscelazione Rurale
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Dalle Pagine del Quotidiano del Sud– – – – –
Dalle pagine di Mediterraneo e Dintorni
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Dalle pagine di James Magazine
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Dalle pagine di BarTales
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Dalle pagine di Cucina Italiana
– – – – –Dalle pagine di Bar Giornale

E’ bello ricordare da calabrese, quante siano le risorse che può vantare la Calabria, sotto il profilo turistico, ma anche delle risorse naturali e di tanti prodotti artigianali: salumi, dolci, agrumi,vini e liquori famosi ( bergamotto), ma il prodotto top sembra sia diventato questo liquore con marchio Vecchio Magazzino Doganale.

Perchè Vecchio Magazzino Doganale vi chiederete?

La risposta sta scritta nel sito, un racconto:” Quella notte pioveva, il mare era in tempesta. Eravamo io, GilRoger ed il grandissimo Jefferson, il nostro capitano.
La nave sembrava abbandonarci in balia delle onde, parlavamo delle nostre avventure, non vedevamo l’ora di arrivare in Italia”

L’approdo fu appunto il Vecchio Magazzino Doganale ” dove trovammo una famiglia che ci accolse “

I nomi sono stati usati per i liquori, GilRoger, Jefferson, e inoltre Frack, Madame Milù

Ogni liquore ha una sua caratteristica

Jefferson:

Amaro Importante riprodotto in modo autentico prestando molta attenzione ai dettagli. Sono il bergamotto, le arance amare e dolci, il rosmarino e l’origano le botaniche principali selezionate in Calabria, che unite ad altre erbe e spezie rendono naturale e unico Jefferson. Il suo gusto mediterraneo si lascia apprezzare sia a temperatura ambiente che fresco. Originale in miscelazione, nei grandi classici, come bitter o in supporto ai vermut.

Roger:

è il risultato di una attenta selezione di botaniche amaricanti, raccolte a mano e lavorate artigianalmente. Un prodotto unico e controcorrente, tanto da riportare in etichetta la dicitura
” Tenere Sotto Banco “

Gil:

distillato prezioso con metodo di produzione rurale. Ginepro di bassa quota e limoni IGP di Rocca Imperiale sono le botaniche principali.

Frack:

Prodotto completamente naturale, rigorosamente no alla Moda…  Alcune delle sue Botaniche: Arance amare e dolci, BergamottoRosmarinoOriganoGenzianaRabarbaro Limone IGP, tutti il resto è da scoprire.

” Indisciplinato dalla Nascita. “

Madame Milù

La sua autentica ricetta racchiude tutti i diversi metodi di lavorazione delle botaniche provenienti dal nostro territorio e, ancora oggi, raccolte a mano: CamomillaMentaMaggioranaResina di pigne della Sila lavorate in infusioni da fresco e separate. MelissaSemi di Finocchio e Assenzio lavorati in distillazione ed una composizione segreta di Erbe Officinali, su tutte la Spaccapietra. In miscelazione regala soddisfazioni abbinato a rum o cognac. Liscio, servito fresco, è incredibilmente suggestivo.

” Liquore da bere al Bisogno “

Eredità di Famiglia:

Bergamotto Fantastico e Diamante Cedro, da un accurata selezione dei frutti simbolo della Calabria: il bergamotto e il cedro.
Esaltano il proprio carattere serviti freddi e originali in miscelazione.

” L’Eredità di Famiglia “

Dove si trovano?

enite a trovarci…


Montalto Uffugo – Cosenza – Italia, sito https://www.vecchiomagazzinodoganale.com/

pubblicato sul giornale online Varese Press

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Dieta mediterranea “elisir di lunga vita”

Frutta e verdura made in Varese al top

VARESE – Grazie alla dieta mediterranea con i suoi piatti diversificati e legati alla tradizione locale l’Italia è il Paese che ha il record di longevità in Europa con la speranza di vita alla nascita che raggiunge il massimo storico di 82,3 anni con 80,9 anni per gli uomini e 85,2 anni per le donne. E’ quanto afferma Coldiretti Varese sulla base del rapporto Bes 2019. Pane, pasta, frutta, verdura, carne, extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari hanno consentito agli italiani di conquistare il primato europeo. Un elisir di lunga vita che premia dunque i prodotti cardine dell’enogastronomia made in Varese e che è stato riconosciuto anche con l’iscrizione della dieta mediterranea nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco il 16 novembre 2010.

Il successo della dieta mediterranea è sostenuto dal boom dei consumi di frutta e verdura degli italiani che sono aumentati di quasi un miliardo di chili nell’ultimo decennio facendo registrare nel 2018 il record del periodo per un quantitativo complessivo nel carrello di 8,7 miliardi di chili.

La spinta al consumo di frutta e verdura è avvenuta per effetto soprattutto di una riscoperta sensibilità dei giovani verso la sana alimentazione che fanno sempre più attenzione al benessere a tavola con smoothies, frullati e centrifugati.

Un sistema alimentare vario che ha fatto classificare la dieta mediterranea come migliore dieta al mondo del 2019 sulla base del best diet ranking 2019 elaborato dal media statunitense U.S. News & World Report, noto a livello globale per la redazione di classifiche e consigli per i consumatori. Il risultato della dieta mediterranea è stato ottenuto grazie al primo posto in ben cinque specifiche categorie: prevenzione e cura del diabete, mangiare sano, benefici per il cuore, componenti a base vegetale e facilità a seguirla. L’apprezzamento mondiale per la dieta mediterranea si deve agli studi dello scienziato americano Ancel Keys che per primo ne ha evidenziato gli effetti benefici dopo aver vissuto per oltre 40 anni ad Acciaroli in provincia di Salerno.

“Il recente riconoscimento rappresenta anche – precisano il presidente di Coldiretti Varese Fernando Fiori e il direttore Giovanni Luigi Cremonesi – una risposta ai bollini allarmistici e a semaforo fondati sui componenti nutrizionali che alcuni Paesi, dalla Gran Bretagna al Cile alla Francia, stanno applicando su diversi alimenti della dieta mediterranea sulla base dei contenuti in grassi, zuccheri o sale. Un marchio infamante che favorisce i prodotti artificiali e colpisce già oggi ingiustamente le confezioni di extravergine Made in Italy, il prodotto simbolo della dieta mediterranea”.

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Madeinitaly, il vino delle Marche : Esino

L’uvaggio di questo vino, che viene prodotto nelle Marche fra le Provincie di Ancona e Macerata (Castelraimondo,Pioraco, Camerino, Matelica), è composto per il 70% da Verdicchio, per il 15% da Passerina e per il restante 15% da Grechetto. La resa massima è di 150 quintali per ettaro pari a 105 quintali di vino. Raggiunge una gradazione alcolica di 11,5 gradi Vol. E’ di colore paglierino con riflessi verdognoli, di odore vinoso e fragrante e di sapore armonico, asciutto con retrogusto amarognolo. Va consumato entro 2 anni. Viene prodotto nello stesso territorio del Verdicchio e prende il nome dal fiume Esino che scorre in questa parte delle Marche. Tende ad assomigliare al Verdicchio ( vedi l’alta percentuale di questo vitigno che ne costituisce la base ) ma la Passerina e il Grechetto lo rendono più profumato. Possiamo suggerire di abbinarlo agli antipasti di mare, ai primi di pesce come il brodetto, al riso alla marinara e alle minestre di verdure. Bene anche con i secondi di pesce, con carni delicate e verdure alla griglia. Piacevole come aperitivo va servito alla temperatura di circa 10° C.
Franco Simonetti

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Filiere e valore del cibo: un sistema strategico di sviluppo per la provincia di Varese

Filiere e valore del cibo: un sistema strategico

di sviluppo per la provincia di Varese

VARESE – Il cibo è diventato la prima ricchezza dell’Italia con la filiera agroalimentare estesa, dai campi agli scaffali e alla ristorazione, che ha raggiunto, a livello nazionale, una cifra di 538 miliardi di euro pari al 25% del Pil, e che sostiene, anche in provincia di Varese, uno sviluppo economico su fronti molteplici, non ultimi quello della vendita diretta che, negli ultimi anni, ha visto crescere il numero dei Mercati Agricoli del comprensorio prealpino.

E’ quanto afferma l’organizzazione agricola provinciale, su dati Istat, a fronte dell’indagine su “Il valore del cibo in Italia”, condotta da Coldiretti su dati Istat, dalla quale emerge che il cibo Made in Italy rappresenta una leva strategica per la sviluppo del Paese, che cresce più e meglio degli altri, e che in poco tempo è stato capace di diventare un traino per l’intera economia nei confini nazionali e all’estero, oltre ad essere di fondamentale importanza per l’ambiente e la salute degli italiani.

“Molti i cibi made in Italy ottenuti anche con i prodotti del nostro territorio, come il latte utilizzato per Grana Padano, Gorgonzola e altri formaggi dop di vertice. Questi prodotti sono diventati nel mondo sinonimo di eccellenza e italianità” commenta Fernando Fiori, presidente di Coldiretti Varese.

“Non solo: i prodotti del comprensorio prealpino sono alla base di una “cucina di memoria” che, sul territorio rappresentano un’importante attrazione per i molti turisti che raggiungono i nostri laghi e gli altri luoghi di villeggiatura, dove hanno modo di assaggiare i piatti tipici e portare un sé a fine vacanza souvenir enogastronomici locali. L’enogastronomia, inoltre, per il territorio prealpino, rappresenta un grande patrimonio per l’ambiente: il paesaggio è, infatti, caratterizzato dalle produzioni agricole presenti in ambiti diversi: la pianura, gli ambienti collinari e l’agricoltura in quota”.

I primati del made in Varese a tavola, apprezzati sia a livello nazionale sia all’estero, sono – conclude Fiori – “un importante riconoscimento del ruolo del settore agricolo per la crescita sostenibile del nostro comprensorio: prodotti come il miele, i formaggi, il vino, la carne e l’ortofrutta ottenute grazie alle numerose biodiversità presenti, sono eccellenze che devono essere salvaguardate per sostenere un settore chiave per la sicurezza alimentare, in un momento in cui il cibo è tornato strategico anche nelle relazioni internazionali. E a ciò si aggiunga la strategicità del nostro comparto florovivaistico. E’ quindi importante, in primis, difendere il territorio e assicurare l’operatività delle imprese: lotta alla burocrazia, difesa e prevenzione del dissesto idrogeologico e contrasto alle invasioni della fauna selvatica sono tra i capisaldi più urgenti da affrontare, con pianificazioni e progetti risolutivi”. 

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Marmellate, sottoli e conserve 100% agricole: è boom per le “provviste invernali” made in Varese

Trionfa il “fai-da-te” in cucina, fra creatività e tradizione, ma sempre con il territorio al centro.

VARESE – Marmellate di frutta, verdure sott’olio, composte di zucca e conserve: nelle province di Coldiretti è grande ritorno del fai da te in cucina che, a livello nazionale, ha coinvolto milioni di italiani i quali hanno deciso di seguire i consigli dei nonni e mettersi al lavoro tra matterelli, pentole e vasetti nella preparazione di conserve fatte in casa per garantirsi una alimentazione più genuina, naturale e 100% nazionale, facendo al contempo buone “provviste” per l’inverno.

E’ dunque boom di acquisti negli AgriMercati di Campagna Amica che in queste settimane offrono i prodotti del nuovo raccolto che sempre più cittadini trasformano in prelibate preparazioni in vista della stagione fredda. Non solo: chi vuol risparmiarsi la fatica della preparazione (o ha dimenticato i “buoni consigli della nonna”) può trovare, sempre presso i “farmer’s market”, i vasetti già pronti, preparati dagli stessi imprenditori agricoli.

Nei nostri territori si usa, fin dai tempi antichi, “mettere sotto vetro” le eccellenze di fiumi e monti, boschi e pianure, fino ai prodotti di lago che finiscono nel tradizionale “carpione”, una preparazione diffusa in tutti i laghi lombardi che si affianca alla tecnica di preparazione dei “missoltini” la cui antica tecnica si diffuse anche sul lago Maggiore.

Dai funghi alle castagne, dalla composta di marroni e marron glacé, dalla mostarda di mele e mostarda d’uva agli asparagi fino ai peperoni sottaceto, dalla confettura di sambuco alla conserva di petali di rosa canina, senza dimenticare la preparazioni di zucca che quest’anno sta registrando un autentico boom ed è declinata anche in più versioni (marinata, in salsa o in composta secondo tradizione).

“Da parte dei cittadini, c’è sempre più attenzione alle tradizioni e sensibilità nel voler portare in tavola davvero prodotti genuini ed evitare di consumare, soprattutto durante l’inverno, cibi surgelati o provenienti dall’estero che hanno dovuto percorrere migliaia di chilometri per raggiungere le nostre case” commenta Fernando Fiori presidente di Coldiretti Varese. “E’ fondamentale, però, portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine su tutti quegli alimenti ancora anonimi, a partire proprio dai trasformati. I consumatori fanno sempre più caso ed è corretto dar loro la possibilità di scegliere in maniera consapevole. Per chi non è molto avvezzo alle preparazioni casalinghe, può trovare gustosi prodotti e conserve nei punti vendita aziendali e nei mercati di Campagna Amica, diffusi in provincia di Varese”.



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Made in Italy, storia e debolezza dell’Italia



Cassano Magnago: alta moda cinese abusiva

Una denominazione molto importante, tanto a che livello mondiale il Made in Italy secondo uno studio  

Forbes (  Made-In-Country-Index (MICI) 2017) al settimo posto nel mondo per la sua reputazione eccellente.

KPMG, censiva il Made in Italy quale terzo marchio al mondo per notorietà dopo Coca Cola e Visa.

La denominazione di origine inglese prese forma negli anni ’80 nei settori tradizionali  modaciboarredamento e meccanica (automobilidisegno industrialemacchinari e navi.

Le sue caratteristiche erano:la cura dettagli, fantasia, forme e durevolezza.

La storia del Made in Italy in realtà parte da Madrid, 14 APRILE 1891 recepito e ratificato in Italia con la L. n. 676 del 1967 con il quale si sanciva che apposizione del “made in…

Nel 1999 arriva la promozione su spinta di associazioni per la promozione di prodotti vitivinicoli e agroalimentari come:  l’Istituto per la Tutela dei Produttori Italiani[4], l’Associazione Made in Italy[5], il Comitato Made in Italy[6], l’Associazione Italian Sounding[7], l’Associazione Nazionale per la Tutela della Finestra Made in Italy[8]Food Italy Certification[9]ItalCheck[, .oltre a consorzi, e organi governativi di tutela.

Nel 2004 furono pure previste pene con la L. n. 350 del 2003): “made in Italy” su qualsiasi merce che non sia stata fabbricata in Italia rischia la reclusione fino ad un anno e la pena è aumentata se si tratta di alimenti o bevande, “L’importazione e l’esportazione a fini di commercializzazione ovvero la commercializzazione di prodotti recanti false o fallaci indicazioni di provenienza costituisce reato ed è punita ai sensi dell’articolo 517 del c.p.”

L’evoluzione legislativa ha portato altre specifiche: ll’art.16 della legge 166 del 2009 (Decreto legge 135, 25 settembre 2009 – Parlamento Italiano) solo i prodotti totalmente fatti in Italia (cioè progettati, fabbricati e confezionati in Italia) possono fregiarsi dei marchi Made in Italy100% Made in Italy100% Italiatutto italiano, in qualsiasi linguaggio essi espressi, con o senza la bandiera italiana. Ogni abuso è punito dalla legge.

Altri casi particolari sono stati aggiunti dalla  “legge Reguzzoni – Versace” o “legge Reguzzoni – Versace – Calearo”, prende il nome dai deputati Marco Reguzzoni (Lega Nord), Santo Versace (Pdl) e Massimo Calearo (Pd) deputati primi firmatari, n.55 dell’8 aprile 2010 per tutelare il  “Made in Italy”[1] nei settori del tessile, dell’abbigliamento e dell’arredo[2

La legge introdusse passaggi importanti:

 l’etichettatura obbligatoria e la tracciabilità dei prodotti tessili, della calzatura e della pelletteria, detta nuove norme e regole circa le caratteristiche di qualità che i prodotti devono avere per il rispetto della salute di chi li utilizza, prevede pene e sanzioni per le aziende che producono false dichiarazioni circa la tracciabilità delle fasi di lavorazione[11].

In particolare suddivide il processo di lavorazione di prodotti tessilicalzaturiericonciari, di pelletteria e del settore dei divani in diverse fasi, che devono avere avuto luogo prevalentemente nel territorio nazionale e, nello specifico, se almeno due delle fasi di lavorazione per ciascun settore sono state eseguite nel territorio medesimo e se per le rimanenti fasi è verificabile la tracciabilità.

Peccato che la UE abbia posto paletti e varie interpretazioni con la contrarietà della Germania contraria al Made In anche a u  solo settore, figuriamoci ai settori che interessavano l’Italia: i settori del tessile/abbigliamento, legno, calzature, ceramica ed oreficeria.

Gli interessi delle multinazionali come al solito prevalgono perché produrre in altri paesi costa molto meno e ci sono margini superiori e costi competitivi fuori Italia.

Precisiamo che l’Italia si trovò in minoranza pure in Europa, 16 contro 12 a difendere il “Made in”, si parla del 2015 in cui il Governo era in mano a Renzi.



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Italia in difficoltà;Made in Italy in frenata per i dazi americani

Isabella Tovaglieri· 1 h ·  🔴 L’ #UE TUTELI I NOSTRI PRODOTTI ‼️
✅ Presentata richiesta ufficiale alla Commissione Europea per #difendere i nostri #prodotti contro i #dazi americani!

Le nostre eccellenze meritano di essere difese dall’Europa.
È necessario un intervento urgente comunitario in difesa delle nostre aziende, soprattutto per quelle che producono prodotti agroalimentari di qualità, per non essere penalizzate dalla scure dei dazi statunitensi.

La nobile battaglia per i prodotti italiani parte con l’esempio del Grana: Il Grana Padano DOP, insieme a molti altri prodotti, è il simbolo della battaglia della Lega contro l’inasprimento dei dazi commerciali Usa, che vede un’Italia incolpevole stritolata nella guerra delle sovvenzioni in campo aerospaziale tra l’americana Boeing e l’europea Airbus, dal cui assetto societario il nostro Paese è peraltro escluso – le parole di Isabella Tovaglieri – il danno al sistema lattiero-caseario, e quindi all’economia nazionale, sarebbe gravissimo: il 40% circa del latte italiano viene infatti trasformato in Grana Padano e Parmigiano Reggiano e i prezzi dei due prodotti condizionano l’andamento del mercato del latte. Si temono pertanto pesanti ripercussioni sia a livello occupazionale sia riguardo il prezzo del latte all’ingrosso e al dettaglio».

I dazi americani sono un problema per l’economia nostrana e dello stesso avviso è il Presidente della Lombardia, Attilio Fontana:  “Dazi americani, bruttissima botta per la nostra agricoltura”.

Come è nata questa vicenda? Da Trump che utilizza lo strumento lecito a livello internazionale dei dazi contro gli accordi i governi di Germania, Francia, Spagna e Regno Unito che avrebbero sussidiato illegalmente Airbus.

E Trump reagisce a suo modo : “Se gli Stati Uniti decidono di imporre le contromisure autorizzate dal Wto, ciò spingerà l’Ue in una situazione in cui non avremo altra scelta se non fare lo stesso”, ha commentato la commissaria europea al Commercio, Cecilia Malmstroem.

Una guerra politica e commerciale con risvolti economici non da poco, simile a quella americana nei confronti dei cinesi.

Dazi agli europei per 7,5 miliardi di dollari come compensazione per gli aiuti illegali concessi al consorzio aeronautico Airbus, tutto regolare secondo il Wto.

Cosa fa il WTO?

Le due funzioni principali dell’OMC possono, dunque, essere identificate nelle seguenti:

  • quella di forum negoziale per la discussione sulla normativa del commercio internazionale (nuova ed esistente);
  • quella di organismo per la risoluzione delle dispute internazionali sul commercio.

Un’organizzazione internazionale importante: vi aderiscono[3] 164 Paesi, a cui se ne aggiungono altri 22 con ruolo di osservatori,[4] comprendendo così oltre il 95% del commercio mondiale di beni e servizi.[5]

Farne parte è fondamentale ma il paese più forte schiaccia il più piccolo, questo è quanto avviene, perchè sono previste azioni ritorsive nel caso di accordi svantaggiosi verso un Paese, ma se l’altro è nettamente superiore a livello economico e politico, vuol dire che l’economia è gestita planetariamente da poche superpotenze che fanno il bello e il cattivo tempo.

In conclusione al di là dei nobili e paganti propositi politici, se non ci saranno accordi di genere diverso, saremo schiacciati e dovremo continuare a essere succubi di americani, cinesi, tedeschi, francesi ecc.

tratto da Varese Press, giornale online



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